Luciano Mosca- Direttore Hotel

Luciano

Management

Luciano Mosca e il RISANAMENTO AZIENDALE e ALBERGHIERO

Molteplici fattori, interni ed esterni all’impresa, spesso concomitanti, possono causare difficoltà, compromettendone l’equilibrio economico-finanziario. Talvolta, tali fattori, se non individuati per tempo, possono minacciare la stessa sopravvivenza dell’impresa.

Generalmente, il Management comincia a rendersi conto delle difficoltà quando:

  • aumenta l'indebitamento
  • diminuisce la liquidità
  • l'azienda non dà utili o genera perdite
  • il volume dei ricavi non cresce quanto crescono i costi
  • diminuisce la quota di mercato

E questi sono i "sintomi" di una possibile crisi aziendale, ma nulla dicono delle "cause" della crisi stessa.

Pertanto, a nulla valgono i tentativi di spiegazione quali:

"il mercato è in crisi"...
... In realtà, in ogni settore ci sono aziende che guadagnano e prosperano.

"l'azienda è impegnata in investimenti importanti destinati a dare i propri frutti in futuro"...
...E se lo scenario dovesse mutare?
Se i frutti dovessero tardare a venire?

"il costo della nostra mano d’opera non è concorrenziale"
E ancora, siamo consci di aver scelto di competere sul piano del prezzo?

"il costo del denaro è troppo elevato"...
...E se il peso eccessivo degli oneri finanziari fosse una conseguenza e non una causa?

Non bisogna fermarsi a quei sintomi...

Il primo passo indispensabile, per il superamento di un momento di difficoltà o di una vera e propria crisi, è quello di una corretta diagnosi.

Attraverso opportune e specifiche metodologie di analisi, si possono prevenire le vere cause delle difficoltà.

Una diagnosi corretta che individui i veri punti deboli dell'azienda, è il punto di partenza per prevenire la crisi e può suggerire, addirittura, opportunità di cambiamento per un più solido sviluppo.

Gli stili di leadership, le risorse umane, il capitale intangibile, il clima aziendale: fattori che si rivelano sempre più capaci di distinguere le aziende competitive, capaci di reagire ai nuovi problemi di un mercato che cambia rapidamente.

Il possesso di una base culturale adeguata è il presupposto fondamentale per consentire, soprattutto alle aziende medie e piccole dove il management è ridotto all’essenziale, di superare le difficoltà contingenti. Questo, soprattutto, quando si guarda agli imprenditori e ai loro collaboratori diretti (il management nel suo complesso), per i quali diventa indispensabile acquisire delle competenze metodologiche per "imparare ad imparare".

Il mito della leadership descrive un capo carismatico "di natura" che riesce a suggestionare gli altri, per catturare collaborazione. E questo ha fatto si che i successi conseguiti negli anni "facili" abbiano creato illusioni, soffocando il bisogno di crescere culturalmente.

In realtà, la leadership non deve essere confusa col carisma. Si può essere riconosciuto leader di un gruppo, in modi diversi, mediante:

  • la competenza tecnica
  • la capacità di organizzare il lavoro
  • la capacità di supportare i collaboratori
  • ecc.

Proprio in questo senso, oggi emerge, in modo dirompente, il bisogno di una leadership colta e adattiva: una leadership che è possibile imparare.

L’obiettivo della leadership adattiva è quello di creare, nei collaboratori, progressivi e graduali livelli di capacità/conoscenza, stimolando contemporaneamente la partecipazione responsabile (lo zelo), al fine di permettere ad essi di compiere una crescita professionale adeguata ai compiti che devono (e dovranno sempre più) svolgere con la dovuta autonomia.

Pertanto, i leader devono adottare uno stile di leadership via, via, adeguato al livello di crescita professionale raggiunta da ogni collaboratore. I caratteri che permettono di misurare tale livello sono tre:

  • capacità + conoscenza: abilità, idoneità a fare, ad agire, a comportarsi, unita all'acquisizione intellettuale (o psicologica) delle informazioni necessarie.
  • zelo: diligenza; impegno e responsabilità nell’agire, nello svolgere le proprie mansioni, unito all’opportuna sollecitudine.

Questo, perché non esiste (soprattutto oggi) un solo stile di leadership ottimale: i livelli di professionalità dei collaboratori, infatti, sono diversi e, se occorre, possono crescere per adeguarsi ai compiti che devono svolgere.

Quindi, i leader devono adottare diversi stili di leadership, dosando opportunamente i comportamenti ed accompagnando la crescita professionale dei collaboratori.

Esistono sistemi di controllo di gestione universalmente validi ed applicabili a tutte le aziende. Pertanto, è sempre necessario progettare un sistema "ad hoc" per ogni specifica realtà d'impresa, sulla base della individuazione dei "fattori critici" che ne condizionano il successo. Tale progettazione deve assecondare i fabbisogni di pianificazione e controllo specifici di ciascuna impresa.

Oggi più di ieri si evidenzia il bisogno concreto di un sistema "pratico" di controllo di gestione e di supporto alle decisioni, rimasto insoddisfatto. Infatti gli informatici - prigionieri della loro specializzazione - hanno contribuito non di rado a tale insoddisfazione, creando soluzioni ingombranti, pensate più per gestire montagne di “dati”, invece di fornire le poche "informazioni" che servono a chi deve decidere.

Oggi è necessario che, dall'esperienza vissuta, si ricavino via, via - mediante analisi, osservazioni e riflessioni – dei metodi che consentano soluzioni sempre adeguate alle situazioni, capitalizzando progressivamente le nuove esperienze. Per questo, sono necessari nuovi approcci al problema del controllo di gestione trasformandolo, da mero strumento di registrazione "ex post" degli accadimenti aziendali, in vero strumento di guida e di governo dell'impresa.

A questo proposito, nel corso degli anni, la cultura d'impresa ha fatto passi da gigante e la pratica (da sola), per quanto preziosa, non è più sufficiente. LA NECESSITÀ DEL MIO INTERVENTO PROFESSIONALE BASATO SU EFFETTIVE ESPERIENZE, VARIATE IN MOLTEPLICI E DIVERSE AZIENDE, CHE MI HANNO PERMESSO DI VALUTARE AL MEGLIO OGNI DIFFICOLTA’ E RILANCIO STRUTTURALE.

Direzioni

Titoli

Attestato di Partecipazione
CESMA: Master in Gestione e Organizzazione d'Impresa. Corso didattico di 500 ore in Strategie di Distribuzione.
Attestato di Partecipazione
Corso di 800 ore in Gestione Imprese Turistico Termali-Gestione Marketing Promozionale.
Attestato di Partecipazione
Eremo D'Annunziano: Miglior Direttore Turistico.
Attestato di Partecipazione
Accademy of Management: Corso Formativo in Tecniche Manageriali Marketing Europeo.
Attestato di Frequenza
Accademia di Commercio e Turismo: Corso Biennale di Specializzazione in Promozione Turistica Internazionale.

Referenze

Articoli

Ve lo do io il matrimonio

Luciano Mosca delle Querce Grosse spiega il boom della bellissima tenuta di Francavilla


Foto di Luciano Mosca con alcuni dello staff di Querce Grosse

Le Querce Grosse da due anni in qua hanno una marcia in più. Il trend di uno dei posti più belli e suggestivi dell'area metropolitana negli ultimi due anni è più che positivo. Boom di presenze nella sala ristorante con le ormai famose cene a tema, meeting congressuali ed un vero exploit per quanto riguarda i matrimoni. Sempre più coppie infatti decidono di passare il loro giorno più bello in questo posto immerso nel verde e dal sapore medievale. C'è un segreto dietro tutti questi risultati raggiunti, anzi, per meglio dire, c'è un uomo che con la sua esperienza ha dato lo sprint ad una struttura così bella e polifunzionale che rischiava di non essere capita. Si chiama Luciano Mosca ed è il direttore delle Querce Grosse proprio da due anni a questa parte. Abruzzese d'adozione ma con una lunga esperienza nel settore alberghiero e un curriculum davvero invidiabile con la direzione di importanti alberghi a Madonna di Campiglio e Canazei. A volerlo alla guida delle Querce è stata la famiglia Di Clemente. "Vennero in vacanza in Trentino ed ebbero modo di vedermi all'opera. Nacque una amicizia. Quando seppero che ero abruzzese a distanza di tempo mi chiesero di prendere la guida delle Querce". Una sfida stimolante visto che la tenuta è polifunzionale con una sala congressi da 200 posti, 11 suite, una piscina, senza considerare il terreno sconfinato dove si producono i migliori frutti della terra. Società come la L'Oreal, la Bayer e la Wella hanno svolto le loro riunioni congressuali proprio alle Querce. Apprezzatissima la cucina affidata ai cuochi Pasqualino Junius, chef specializzato nei piatti a base di carne e Silvano Nanni, chef specializzato nei piatti a base di pesce. "Nell'immenso giardino con piscina in questo periodo organizziamo dei matrimoni bellissimi" sottolinea Mosca "e a tutti gli sposi regaliamo una notte nella nostra suite medievale più bella, la Lady Marion". Insomma, per un motivo o per un altro avrete certo modo di assaporare la qualità e il comfort delle Querce Grosse. E ricordate, dietro un successo c'è sempre qualcuno che lo ha reso possibile.
Articolo pubblicato sul mensile LA DOLCE VITA


Il giorno più bello nel posto più bello

C'è un locale raffinato dove tutte le coppie chic decidono d itrascorrere il loro giorno più bello. C'è un locale tra le distese verdi di Francavilla dove organizzare all'aperto un banchetto nuziale su un prato inglese da fare invidia. Dove il servizio è ottimo, ogni due tavoli c'è un cameriere pronto a servirvi ed un buffet a scelta sia di carne che di pesce con due chef tra i migliori della regione. Tutto questo è la Tenuta Querce Grosse che negli ultimi anni è stata scelta da centinaia di coppie per trascorrere il giorno del matrimonio. Tutto sotto l'attenta guida di Luciano Mosca, il direttore della struttura, che con la sua professionalità ed esperienza riesce ad organizzare al meglio il dolce evento.

Foto di Luciano Mosca

"Quasi un anno prima convochiamo gli sposi per decidere con loro alcunecose fondamentali e capire che tipo di matrimonio desiderano. Poi il nostro staff si mette al lavoro" spiega Mosca "e successivamentesi fanno altri incontri per capire se il nostro lavoro sta andando nella direzione giusta". Il risultato è un successo garantito che culmina con una notte offerta dalla direzione nella suite Lady Marion, una bomboniera per la prima notte di nozze tutta in stile medievale.
Articolo pubblicato sul mensile LA DOLCE VITA

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